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A tutt’oggi, silenzio

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Data la straordinaria velocità con la quale Ater Roma si muove ripubblichiamo una scandalosa vicenda nella quale si descrive come sia stato impedito ad una cittadina romana di prendere possesso della casa assegnatale, nell’assoluta inerzia delle istituzioni. A tutt’oggi silenzio.

Pubblichiamo inoltre la vicenda di una signora, colpita da forte depressione, purtroppo più che documentata per i continuativi ricoveri presso un ospedale della capitale, che allontanatasi dalla casa abitata da 12 anni, la ha ritrovata occupata e ha perso anche tutti i suoi mobili ed i suoi effetti personali. Fino ad oggi, nonostante la denuncia alla polizia, silenzio.

Grazie Ater

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Comune di Roma

Dipartimento Politiche Abitative

Dottor Barletta

Roma,     6 Aprile 2016

Prot.n.00108/PB/smc

Commissario Straordinario

Ater  di Roma
Giovanni Tamburrino

Egregio dottor Barletta,

egregio commissario Tamburrino,

 la vicenda che sono costretta a descrivere ha dell’incredibile: la signora ………., nostra associata, il 23 giugno 2014 ha avuto in assegnazione, da parte degli uffici comunali, un alloggio di proprietà Ater, sito in Roma, via Anagni55, sc.N, int. 15.

L’alloggio le è stato consegnato subito dopo che il comune aveva provveduto a sgombrarlo dall’occupante che ne aveva preso illegittimamente possesso.

Purtroppo la signora ………………………., subito dopo aver preso possesso dell’alloggio, ha subito violenze sia verbali che fisiche da parte di alcuni assegnatari che le hanno dichiarato di essere parenti dell’occupante, assegnatari di cui la signora non conosce il nome.

Per altro la casa consegnata era completamente inagibile, con sanitari divelti, porte e finestre rotte   (modo civile di consegnare un alloggio!!!!!).

Per quanto riguarda l’aggressione subita, la signora ……………………… ha provveduto a sporgere denuncia il giorno successivo, 24 giugno 2014.

Quando la signora, dopo la denuncia, ha iniziato il trasloco, si è accorta di non poterlo fare perché la porta d’ingresso era stata forzata e privata della serratura.

Dopo una segnalazione, Ater ha provveduto a ripristinare la porta in questione ed si è dato inizio al trasloco.

A luglio la signora ha provveduto a sostituire la porta di ingresso con una porta blindata.

Poiché l’alloggio era ancora inagibile, e la signora non aveva la forza economica per affrontare gli ingenti lavori necessari (rifacimento del bagno e sostituzione di porte e finestre oltre a lavori di pittura per rendere igienici gli ambienti), la signora non ha potuto iniziare ad abitare l’alloggio, anche se andava tutti i giorni a controllarlo.

A settembre, dopo aver portato alcuni mobili in casa, ha pregato un ragazzo presentatole da alcuni amici di vigilare la casa assegnatale.

Da questo momento ricominciano minacce e violenze da parte dei vicini di casa .L’11 ottobre il ragazzo ha abbandonato la casa ed il 13 ottobre la signora si è accorta che le sue chiavi non le consentivano di aprire la serratura. Contemporaneamente alcuni vicini hanno cominciato di nuovo ad inveire contro di lei e contro il fratello ………………………..che era presente e che è stato  colpito con alcuni pugni.

Chiaramente la signora, che è madre di una ragazza disabile, è rimasta terrorizzata da quanto accaduto e dalla solitudine nella quale ha dovuto affrontarlo e, tramite l’Unione Inquilini, ha chiesto un cambio di alloggio, mi pare più che motivato.

Inspiegabilmente le si è negato il cambio, adducendo il fatto che la signora avrebbe dovuto abitare per cinque anni l’alloggio consegnatole. ( e magari farsi ammazzare, pensiamo noi)

Ancora una volta non si affronta il vero problema, non si trova una soluzione per ripristinare un diritto negato, ma si applicano delle regole che non hanno nulla a che vedere con la situazione che si è creata.

La follia della burocrazia non ha né limiti ne confini.

La signora ha dovuto ritrovare una casa sul libero mercato perchè né la polizia allertata,  nè il comune che le aveva assegnato una casa ne l’ater che le ha messo a disposizione un alloggio inagibile hanno mosso un dito per difendere i suoi diritti lasciando che spregevoli occupanti abusivi prendessero il sopravvento utilizzando la violenza su di una donna sola

Oggi la signora non riesce più a pagare l’affitto , rischia dei essere sfrattata di casa , ma né il comune ne l’Ater che erano a conoscenza della vicenda sono rimasti spettatori implacabili.

Che storia vergognosa: la storia di un diritto calpestato e una donna con una figlia portatrice di handicap lasciate in balia della violenza di delinquenti.

Povera Roma.

E evidente che ci batteremo con tutti i mezzi che il diritto ci mette ha disposizione per risolvere la situazione della signora …………..

Si allega: telegramma di assegnazione, determina del comune di assegnazione, verbale di consegna, permesso allaccio utenze, dissequestro dell’alloggio prima della consegna, due denunce per violenza, richiesta per cambio alloggio, nota dell’unione inquilini.

Uniat Aps Lazio

Il Presidente Regionale

Patrizia Behmann

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Giovanni Tamburrino

Commissario Ater

Lgt. Tor di Nona 1

ROMA

Roma, 18 maggio 2016

Prot.n. 00114 PB/smc

Egregio Commissario,

ancora una volta le scrivo per un caso di delinquenza inaccettabile, purtroppo sempre più presente nel patrimonio da lei condotto.

La nostra associata, signora ………………………………, residente in una casa di proprietà Ater, sita in Roma, via di Monte Cucco …………………, al rientro da una piccola vacanza di sette, otto giorni, non è riuscita a rientrare nel suo alloggio.

In sua assenza era stata cambiata la serratura della porta di ingresso.

La signora risiedeva in quell’alloggio dal 2004, inizialmente come ospite della nonna, e successivamente come occupante senza titolo.

La polizia, prontamente attivata, preso atto dello stato di occupante, sembra non abbia potuto intervenire. (ma almeno la tutela degli effetti personali della signora a chi è affidata?)

Le chiedo cosa si possa fare in questo caso, certamente credo debba essere recuperato da parte vostra  l’alloggio, nel quale sono contenuti mobili, oggetti ed effetti personali della signora.

Mi chiedo, inoltre, vista la malattia della nostra associata, se sia possibile reintegrarla nell’alloggio stesso, dove ha abitato fin dal 2004.

Approfitto di questa segnalazione per ricordarle nuovamente che non ho avuto nessuna notizia della situazione della signora ………………………(sono passati più di sei mesi) e non ho notizie riguardo la situazione della signora ………………………………, minacciata nel momento dell’assegnazione dell’alloggio e lasciata sola ad affrontare la prepotenza e la violenza dei suoi vicini.

Posso esprimerle il mio cruccio per tanta disattenzione?

E, purtroppo, non vedo modo di ottenere informazioni da uffici e dirigenti, che, nonostante le mie numerose telefonate, si trincerano dietro continue riunioni evitando così qualsiasi tipo  rapporto.

 La prego di farmi avere qualche notizia.

Cordialmente

Uniat Aps Lazio

Il Presidente

Patrizia Behmann

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