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Ater condannata a ripulire Corviale

L’Istituto dovrà eseguire lavori di manutenzione degli spazi comuni Il Tribunale accoglie il ricorso degli inquilini stanchi di vivere nel degrado

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Porte di comunicazione tra le aree comuni fuori uso, difficoltà di accessi ai corpi scala, mancanza di pulizia delle scale e delle parti comuni dell’edificio, cassette postali semi distrutte, ascensori e illuminazione rotti, infiltrazioni di acqua piovana negli appartamenti dell’ultimo piano a causa delle pessime condizioni del tetto dello stabile.

Situazione di ordinaria incuria per gli abitanti delle case popolari di Roma, in cui molti inquilini riconoscono la latitanza dell’amministrazione più volte sollecitata ad intervenire, ma invano o con endemici ritardi. Stavolta però il diritto costituzionale degli inquilini del «Serpentone» di Corviale di vivere in un ambiente salubre e decoroso sono stati riconosciuti dal tribunale.

A rivendicare giustizia per la mancata manutenzione ordinaria e straordinaria dell’emblematico palazzo della periferia romana, un chilometro di degrado e incuria nel quadrante sud-ovest della capitale, è stato un gruppo di ventitue inquilini, che si sono appellati al Tribunale di Roma. Che hanno visto finalmente riconosciute le proprie ragioni, con la sentenza n.13098 a fine giugno in cui il giudice ha condannato l’Ater, l’ente proprietario e gestore degli immobili, ad eseguire i lavori di manutenzione degli spazi comuni rimasti inadempiuti, a garantire la corretta funzionalità dei servizi e la custodia e sicurezza dei beni comuni, nonché a risarcire il danno subito dagli inquilini per la lesione del diritto di vivere in un ambiente salubre, riconosciuto e garantito dall’art. 32 della Costituzione.

Gli inquilini hanno denunciato infatti una situazione di generale carenza di custodia e sorveglianza dei beni comuni «lasciati alla mercè di chiunque entri nell’edificio, privo di portoni di chiusura dell’accesso alle scale e di servizio di guardiania, nel cui sottoscala e corridoio ci si imbatte in carcasse di motorini, elettrodomestici, spazzatura, che giacciono per mesi». E ancora, ascensori malfunzionanti a causa di atti vandalici, la mancata riparazione delle coperture dell’edificio e delle onduline frangivento e dei vetri del complesso, emergono fra gli atti di accusa degli abitanti del Serpentone.

La perizia tecnica disposta dal giudice ha quindi «verificato lo stato di assoluta incuria delle terrazze di copertura visitate, la presenza di escrementi e varie altre sporcizie nelle strutture su cui insistono le onduline solo di recente risistemate, la presenza di numerose porte di comunicazione inservibili e non funzionanti e la difficoltà di accessi a molti corpi scala, la mancanza di pulizia delle scale e delle parti comuni dell’edificio ed il pessimo stato delle cassette postali», come si legge nella sentenza.

Il tribunale ha inoltre condannato l’Ater al pagamento di tremila euro ciascuno per il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non, subiti dagli inquilini.

Laura Candeloro

imagehttp://www.iltempo.it/roma-capitale/cronaca/2016/07/14/ater-condannata-a-ripulire-corviale-1.1558515

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