Buche nelle strade: un insulto ai cittadini, non alla storia di Roma


Qualche altra giornata di maltempo ed i riflettori si sono nuovamente accesi sulla tragica viabilità romana: certo, per ottenere la ribalta mediatica ci sono voluti decine di incidenti in contemporanea sulla Salaria, un auto si è dovuta ribaltare, due donne sono dovute finire all’ospedale in codice rosso. Ma le strade romane, certo peggiorate per il maltempo degli ultimi due mesi, sono note da qualche anno a tutti i cittadini che sono costretti a percorrerle in macchina, in motocicletta o a piedi, anche se ogni anno che passa la situazione peggiora in modo esponenziale. Sicuramente Carandini non “fa un soldo di danno” se parla delle strade impercorribili, ma io credo che gli amministratori di una città, lautamente pagati per fare il loro mestiere, siano essi tecnici o politici, dovrebbero “in primis” rispondere alla gente qualunque, alla gente che è costretta ad utilizzare vie di scorrimento indegne per assolvere tutti i giorni ai propri doveri. La via Salaria oggi deve garantire in sicurezza il transito delle persone, e la sua storia in questo caso è irrilevante: questa strada non è più importante di una qualsiasi altra strada di periferia, percorsa da gente qualunque nonostante le condizioni impossibili : in questo caso sono i cittadini che devono essere tutelati, non la storia di Roma. Non si può pensare ad una città per cittadini colti, agiati, in qualche modo appartenenti ad una “casta” in cui le cose debbano andare meglio che nelle parti più popolari: le strade di Roma devono garantire la sicurezza di chi le transita, siano esse vicoli, strade periferiche o vie consolari: questo si dovrebbe garantire in un regime democratico. Fatte queste noiose ma non irrilevanti premesse, Uniat Aps Lazio proprio per garantire l’incolumità dei cittadini di Roma il quattro aprile scorso ha presentato al sindaco in carica ed al dipartimento sviluppo ed infrastrutture una richiesta di accesso agli atti che pubblichiamo.

A queste domande attendiamo risposte che speriamo vengano date in modo preciso chiaro e comprensibile. Abbiamo cominciato la battaglia sulle buche l’anno scorso e andremo avanti fino a quando non vedremo dei risultati. Per ora non si è notato nessun miglioramento e ai cittadini romani non possono interessare le beghe burocratiche che rendono la loro vita sempre più pericolosa: ai cittadini romani interessa che i problemi vengano risolti.

Caro sindaco con il massimo rispetto per il ruolo ti invitiamo a “darti una mossa”. Sarebbe ora. Siamo stanchi di pagare tasse e tributi per servizi non resi.