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Comune killer

Fondi insufficienti per la sicurezza delle strade di Roma

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L’illegalità incide anche nella vita quotidiana. Prendiamo a esempio le buche di Roma? Nascono anche dal fatto che le imprese per vincere la gara pagano un pizzo, una tangente, una bustarella a un funzionario del Comune e poi anche a quello che dovrebbe controllare i lavori. L’imprenditore rientra di quel denaro facendo male il lavoro. Il lavoro va rifatto e questo porta a ulteriori guadagni. Da questo si vede come l’illegalità incida nella vita quotidiana, perché poi in quella buca ci si cade col motorino. Già, e i morti per le buche sono il doppio di quelli per omicidio“. 

Queste sono le dichiarazioni rese dal procuratore capo Pignatone durante la lezione su mafia e corruzione tenuta presso l’auditorium della musica il 15 marzo 2016.

“Sono dichiarazioni che destano scalpore” dichiara qualcuno presente alla lezione.

“Più che destare scalpore queste dichiarazioni dovrebbero spingere le istituzioni romane a cambiare registro sulla manutenzione stradale” dichiara Uniat Aps “invece nulla è cambiato”

Roma ha collezionato più di 2000 incidenti nei primi sei mesi del 2016, altrettanti crediamo nel secondo trimestre, e la procura sta indagando sul fenomeno: nonostante questo le strade sono solo peggiorate.

Il giorno di Santo Stefano un ragazzo alla guida di uno scooter ha perso il controllo del mezzo e si è schiantato. Sembra che l’incidente sia dovuto alle radici di un albero che hanno reso pericoloso il manto stradale.

Se l’ipotesi della caduta dovuta ad un manto stradale abbandonato a se stesso e pericoloso sarà confermata, siamo davanti ad una morte annunciata.

Naturalmente si sono sprecato gli articoli in cui la Cristoforo Colombo, strada che collega il centro di Roma a Ostia, viene definita strada killer. Se è la strada che ammazza, nessuno è responsabile.

Ma cosa c’entra una strada?

Il killer non è una strada, killer sono la classe politica, le istituzione e la classe burocratica romana del tutto inadempienti rispetto al loro ruolo ed ai loro compiti.

Politici, istituzioni e burocrati non solo inadempienti ma anche pervicacemente recidivi.

La dimostrazione di questo inaccettabile disinteresse è rappresentato dallo stanziamento nel piano del Dipartimento Lavori Pubblici per le strade di Roma da inserire nel bilancio previsionale 2017-2019, le cifre destinate alla manutenzione stradale ammontano a poco più di 30mila euro a chilometro.

La decisione di questa classe politica è stata di destinare pochi spiccioli per le buche, perché per rifare Se così sarà confermato le strade continueranno a rappresentare il pericolo numero uno nella vita dei romani.

Chi cade per colpa di una buca, di una radice che ha reso pericoloso l’asfalto, di un marciapiede dissestato o reso inagibile da rifiuti di ogni genere non è organizzato, non fa parte di un gruppo forte, il suo voto non cambia gli equilibri elettorali, è quindi non è pericoloso per la classe politica. La persona ferita o addirittura morta conta molto poco, si può far finta di non vedere.

E’ vero che l’attuale amministrazione non è responsabile del dello stato disastroso in cui versano strade e dei marciapiedi romani, una situazione che viene da lontano come ha sottolineato Pignatone, ma continuare ad ignorare questo problema è vergognoso ed inaccettabile.

Quando vedremo processare un amministratore per omicidio stradale , quando lo vedremo condannato, sapremo che la strada intrapresa è quella giusta.

E allora se vogliamo ottenere questo risultato non dobbiamo cadere nella buca-trappola del silenzio, del tirare a campare, della speranza assurda che una amministrazione qualsiasi faccia, di sua volontà,  qualcosa di utile per il popolo dei motociclisti, scooteristi, diversamente abili, anziani, ecc.ecc..

No, basta; dobbiamo urlare, per farci sentire; dobbiamo agitare le braccia e la penna, per farci leggere: e prima arginare e poi porre fine a questa discriminazione che trova nel nostro silenzio un ottimo ricostituente per mantenere in vita un sistema di lucro e furto come cita il procuratore capo Pignatone.

Cominciamo a contarci, e poi vediamo come si metteranno! contiamoci per contare! Uniamoci per contare

 

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