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Europa vicina all’obiettivo 2020. Italia al 17%

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Eurostat: nel 2013 l’Europa ha raggiunto la copertura energetica del 15% da fonti rinnovabili. In testa la Svezia, mentre l’Italia è vicinissima al target del 17% ed è uno dei paesi che ha registrato i maggiori progressi

L’Europa si avvicina al traguardo dell’obiettivo 2020. Almeno per quanto riguarda la copertura da energia rinnovabile, uno degli indicatori centrali della Strategia europea 2020. Secondo gli ultimi dati Eurostat nel 2013, la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia ha raggiunto il 15%nell’Unione europea, rispetto al 8,3% nel 2004, il primo anno per cui sono disponibili i dati.

Svezia in testa, ultimo il Lussemburgo
La quota massima è stata raggiunta dalla Svezia (con il 52,1%), che partiva con una quota di rinnovabili sul consumo finale lordo del 38,7% nel 2004 e ha raggiunto il  52,1%  nel 2013, superando l’obiettivo nazionale del 49%. Mentre la più bassa dal Lussemburgo, fermo a un 3,6%. La Lettonia è al secondo posto (37,1%), seguita da Finlandia (36,8%) e Austria (32,6%). Gli stati membri più lontani dal raggiungimento dei rispettivi target sono il Regno Unito, che è fermo a quota 5,15% rispetto all’obiettivo del 15% e l’Olanda al 4,5% su 14%. Male anche la Francia, che si è posta un obiettivo del 23% ma è ancora a quota 14,2%, così come l’Irlanda che con l’attuale 7,8% è significativamente lontana dal target prefissato al 16%.

Italia vicina all’obiettivo del 17%, con un exploit dal 2004
Ma passiamo all’Italia, per cui le notizie sono più che positive. Il nostro paese nel 2013 ha superato la media Ue con un buon 16,7% di rinnovabili sul consumo finale lordo di energia, a solo lo 0,3% dall’obiettivo del 17% previsto nel 2020. E che possiamo anche ipotizzare sia stato attualmente raggiunto, se non superato. Ciò che colpisce maggiormente nei dati nazionali è ad ogni modo il progresso enorme compiuto dall’Italia, uno dei migliori a livello europeo, se consideriamo che nel 2004 la copertura energetica da rinnovabili era soltanto del 5,6%.


Biocarburanti, l’obiettivo del 10% è molto lontano 

Altri obiettivi della strategia europea sono invece molto più lontani dal raggiungimento. Come quello dell’utilizzo di biocarburanti in quota del 10%. In questo caso l’Italia è molto indietro, ferma a un 5%. La prima in classifica anche in questo caso è la Svezia che nel 2013,   con il 16,7% di rinnovabili nei trasporti, aveva già superato l’obiettivo per il 2020. Dopo la Svezia in questo sotto-obiettivo c’è la Finlandia, vicinissima all’obiettivo con il 9,9%, mentre in fondo alla classifica, sotto l’1% troviamo Estonia (0,2%), Spagna (0,4%) e Portogallo (0,7%).

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