Cerca nel Sito

Finalmente è partito il censimento delle case dell’Ater di Roma per il 2016

In una situazione normale , uno strumento utile per la corretta gestione dei 46mila alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati alle fasce più deboli della nostra città.

image_pdfimage_print

Dal censimento si possono capire i redditi, controllare i requisiti di chi abita questi immobili, verificare la regolarità dei contratti e molto altro: tutto questo in una situazione normale.

Ma l’Ater di Roma non riesce a portare a termine in modo regolare neanche un censimento.

La ditta che ha vinto l’appalto sembra non aver consegnato 14 mila lettere su 46 mila, l’azienda pensa di spostare i termini della chiusura del procedimento, Tamburrino (Attuale commissario) è costretto a scusarsi  e siamo di fronte al solito caos.

Ma se questa azienda non è in grado di recuperare le morosità, non è in grado di controllare le occupazioni, non è in grado di fare manutenzione e mantenere il decoro nei propri immobili, e non è in grado neanche di organizzare un censimento, perché non la chiudiamo? Un azienda privata sarebbe strafallita da tempo.

Tanto le case vanno difficilmente a chi ne ha diritto, per la maggior parte vanno a chi se le prende con la violenza o l’inganno. Quanto ci costa questo carrozzone che al momento appare produrre più disagio che altro? A chi interessa tenerlo in vita? Nessuno si vergogna di come sono governati interi quartieri come Tor Bella Monica, san Basilio o Ponte di Nona? A nessuno è rimasto un minimo di amor proprio?

Date retta ad una sciocca osservatrice: l’Ater di Roma va chiuso.

Guarda anche

Share This Post

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>