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Meno tasse a chi paga i restauri. Succede all’Arena di Verona

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Arena_di_Verona_esterno

Sul tavolo di sono 14 milioni euro, metà a carico dal gruppo UniCredit, metà della Fondazione Cariverona (sempre gruppo UniCredit), che andranno per lavori di restauro e adeguamento funzionale e impiantistico, di cui l’Arena di Verona ha urgente bisogno. Questa mattina a Milano, nel quartier generale della banca a Porta Nuova, la firma che formalizza l’accordo – uno dei primi di questo genere – tra il sindaco di Verona,Flavio Tosi, Fedrerico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit (gruppo che a Verona è saldamente inserito nel territorio e gestisce il 25% del mercato bancario locale) e Paolo Biasi, presidente della Fondazione Cariverona.

Ora è tempo di pensare ai bandi di gara per selezionare le aziende adatte ai lavori e poi via con cantieri che – secondo una stima fatta dal sindaco Tosi – dureranno tre anni, al massimo quattro e saranno via via porzionati, in modo da intralciare il meno possibile con il calendario degli eventi musicali ospitati dall’anfiteatro. Intanto l’amministrazione comunale pensa già al passo successivo, ovvero la copertura dell’arena con una struttura rimovibile studiata ad hoc.

Sarebbe un altro bel colpo per uno dei monumenti italiani più conosciuti dai musicolfili e più in generale dai turisti di tutto il mondo (soprattutto tedeschi, dice l’ad Ghizzoni nel corso della conferenza stampa, specificando che i giornali in Germania hanno dato ampio spazio alla notizia del restauro imminente, su cui quest’estate hanno iniziato a girare le prime voci). I contatti con gli sponsor ci sono già: si tratta ora di concretizzare un’altro accordo come quello firmato stamattina, che ha aperto una via nuova al recupero del patrimonio storico-artistico italiano.

Le regole sono contenute nel decreto legge Art Bonus, in vigore dal luglio scorso,  che introducono anche in Italia – all’estero lo si fa da anni – un beneficio fiscale alle aziende che finanziano gli interventi. Un mecenatismo culturale – si legge nel decreto – che viene premiato con un credito di imposta al 65% per gli anni 2014 e 2015 e al 50% per il 2016. “Non abbiamo ancora deciso in quanti anni suddividere il beneficio fiscale – dice l’ad Ghizzoni, intervistato da Monitorimmobiliare a margine della firma dell’accordo con il Comune di Verona –. Siamo disponibili a replicare l’intervento su altri progetti, anche se ora siamo concentrati sull’Arena e non abbiamo altre iniziative simile allo studio”.

Via, dunque – o almeno si spera – dalle operazioni farraginose (vedi polemiche e lo stop and go del Tar del Lazio) come quella del restauro del Colosseo, finanziata dal patron del gruppo Tod’s, Diego Della Valle.

Guarda le videointerviste  a Fedrerico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit; Paolo Gencarelli, head of group Real estate and procurement Unicredit (che ha fatto il punto sugli immobili del gruppo, a partire dalla ex sede di piazza Cordusio); Flavio Tosi, sindaco di Verona.

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fonte: www.monitorimmobiliare.it 

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