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Piano casa, l’assessore Danese contro l’art.5: “Ci pone qualche problema”

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piano casa sfrattiIl provvedimento prevede la possibilità del distacco delle utenze per gli immobili occupati e nega la residenza agli abitanti. Poi la richiesta: “Aprire un tavolo interistituzionale”

“L’art. 5 della Legge Lupi ci pone qualche problema”. Proprio mentre le polemiche attorno alla mancata proroga degli sfratti stanno raggiungendo il culmine, l’assessore alla Casa Francesca Danese prova a riaprire la partita sul Piano casa del governo. Con una nota l ‘assessore ha confermato la preoccupazione per le condizioni di vita delle famiglie, si parla di almeno diecimila persone, che vivono in alloggi occupati alle quali l’articolo 5 della Legge Lupi impedisce, con la cancellazione dai ruoli anagrafici, l’accesso al diritto alla salute, alle utenze luce e gas, l’iscrizione a scuola dei più piccoli e, più in generale di godere a pieno dei diritti di cittadinanza. Un provvedimento contro cui sono scesi in piazza diverse volte i movimenti per il diritto all’abitare che da martedì scorso stanno occupando per protesta gli uffici dell’anagrafe capitolina di via Petroselli.

DANESE CONTRO L’ART.5“Le occupazioni? La legalità è un tema che riguarda tutto, quindi stiamo verificando chi ha diritto e chi no. Ovviamente c’è una legge, la legge Lupi, che non ho fatto io nè gli assessori delle altre aree metropolitane, il cui articolo 5 ci pone qualche problema” ha affermato l’assessore Danese al termine dell’odierna riunione di Giunta in Campidoglio, a chi gli chiedeva quale fosse la sua posizione sul decreto Lupi e in particolare sulla questione delle occupazioni abitative. “Bisogna iscrivere i bambini a scuola, bisogna garantire il diritto alla salute. Questo è un tavolo aperto, io non posso risolvere un problema di carattere nazionale ma insieme alle altre città siamo in fase di studio, censimento e monitoraggio perchè questa è una situazione che preoccupa e non fa dormire gli assessori delle aree metropolitane”.

I MOVIMENTIEcco quindi quanto denunciato dai movimenti: “L’art. 5 della Legge Lupi comporta gravi implicazioni per chi vive nelle occupazioni: negando le residenze nelle occupazioni abitative infatti, si impedisce anche l’iscrizione a scuola dei bambini, l’assistenza domiciliare dei disabili, il rinnovo dei permessi di soggiorno e la scelta del medico di base” denunciano i movimenti. “Per questa ragione, mentre dal sindaco Marino e dagli assessorati competenti non arrivano riscontri o interlocuzioni, i movimenti continuano ad occupare, con tanto di tende, gli uffici dell’anagrafe. Non possiamo più aspettare”.

IL TAVOLOL’assessore ha poi proposto l’apertura di un “tavolo interistituzionale tra Comune, Prefettura, Regione, Ater organizzazioni sindacali degli inquilini e dei piccoli e grandi proprietari immobiliari” si legge nella nota. “Nella nostra città la questione è più complessa anche alla luce della delibera regionale del dicembre del 2013, sul recupero e il riuso del patrimonio pubblico e l’acquisizione dell’invenduto, dentro il quale si disegna un percorso di inclusione per queste famiglie nelle graduatorie per l’assegnazione di un alloggio. Per la piena attuazione del dettato della delibera regionale e, più in generale, per fuoriuscire dalle logiche emergenziali, l’assessorato alle Politiche abitative vuole promuovere un tavolo interistituzionale tra Comune, Prefettura, Regione, Ater organizzazioni sindacali degli inquilini e dei piccoli e grandi proprietari immobiliari” conclude.

LA GRADUATORIAInoltre l’assessore Danese ha annunciato la chiusura della graduatoria delle persone che hanno richiesto una casa popolare: “Stanno partendo più di 2mila lettere perchè esce finalmente la graduatoria delle persone che hanno richiesto un alloggio Ater”. Le ultime 2500 richieste infatti sono state vagliate dall’amministrazione comunale che ha così avvertito i diretti interessati. In totale nella nuova lista per la richiesta delle case popolari sono state inserite 9500 persone. “Parte anche il buono casa, grazie alla delibera che è stata approvata il 23 dicembre che dice che noi vogliamo chiudere con l’assistenza alloggiativa temporanea, i cosiddetti residence che ci costano tanto, e invece poter permettere a una famiglia di accedere a un affitto calmierato e faremo un tavolo anche con i piccoli proprietari”.

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