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Stato del patrimonio pubblico: come opera l’assessorato al patrimonio del Comune di Roma o l’Ater di molta parte del Lazio per completare la debacle della politica abitativa?

Dossier SPA (Speciale Politica Abitativa) - Seconda Puntata

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Non facciamo che ripeterci e vogliamo ribadirlo che l’edilizia residenziale pubblica nel Lazio è attraversata da una profondissima crisi per la quale problemi più che ventennali, presenti nel comparto e mai risolti, hanno letteralmente massacrato un patrimonio immobiliare molto corposo nei numeri (il più grande patrimonio immobiliare italiano) sia sotto il profilo gestionale che sotto il profilo manutentivo.

Possiamo affermare che il più grande patrimonio immobiliare italiano, per l’incuria ed il cinismo con cui è stato gestito, versi ormai in uno stato comatoso.

Anno Domini 2016 d.C.

I problemi del patrimonio pubblico sono:

  • Illegalità: una illegalità non solo insopportabilmente diffusa ma sempre più violenta ed arrogante; non solo vengono occupate le case vuote, in attesa di assegnazione, ma sono sempre più frequenti i casi di occupazione, in assenza del proprietario, di appartamenti abitati. Per maggiori informazioni andate a leggere le odissee che due famiglie stanno attraversando in grande solitudine.
  • Sanatorie: sette sanatorie negli ultimi venti anni e hanno prodotto soltanto la totale sicurezza dell’impunità nelle occupazioni, incoraggiando atteggiamenti sempre più violenti e spregiudicati.
  • Pessima gestione: un grande patrimonio pubblico che, per l’imponenza dei suoi numeri (circa settantamila alloggi), potrebbe essere il fiore all’occhiello della politica abitativa del Lazio azzerando la cosiddetta “emergenza abitativa”,  è abbandonato a se stesso e ad interessi non chiari; le pratiche continuano infatti a giacere inevase anche per anni, raramente i cittadini ottengono delle risposte chiare ed univoche; le manutenzioni, se non del tutto assenti, troppo spesso sono eseguite male, i condominii sono abbandonati a se stessi, i controlli sono scarsi, la morosità è stata fatta crescere a dismisura, il degrado è ormai generalizzato e quasi insopportabile.
  • Pericolosità: assenza di un controllo sulla sicurezza sia degli immobili che di coloro che vi risiedono; troppo spesso negli alloggi degli occupanti vengono utilizzate bombole di gas sia per cucinare che per riscaldarsi; troppo spesso, in quegli stessi alloggi, si utilizza l’energia elettrica degli ascensori con allacci del tutto illegali e fuori controllo. Se dovesse verificarsi qualche tragedia spargeremmo lacrime di coccodrillo e tutto tornerebbe come prima, temiamo. Non andremo certo a punire i responsabili, che non sono solo gli occupanti ma anche coloro che dovrebbero esercitare un controllo, e forse, se qualcuno sarà punito, saranno solo gli occupanti.
  • Gestione dei locali: abbandono quasi sistematico dei locali con una morosità che regna indisturbata o con la trasformazione di molti di questi in case irregolari, senza controllo e senza sicurezza.
  • Pagamento delle tasse di proprietà: valido solo per Ater Roma.

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Da circa dieci anni tra il Comune di Roma e l’Ater è in atto una diatriba per il pagamento di Ici, IMU e quant’altro. Premesso che riteniamo che Ater, con un patrimonio il cui reddito non è improntato alla redditività ma al sostegno delle classi sociali più deboli, non dovrebbe pagare tasse sulla proprietà, appare incredibile che per dieci anni questo problema sia stato continuativamente rimandato fino ad arrivare ad un’azione di confisca da parte di Equitalia.

È inaccettabile l’incuria per la quale il contenzioso non è stato affrontato e altrettanto inaccettabili sono le proposte che Ater ha fatto per azzerare o contenere il debito.

Premesso che queste proposte – la vendita dei locali ed eventualmente la vendita degli alloggi – non sono proposte nuove, ma già sentite e risentite, come si pensa di poter vendere locali degradati, spesso inaccessibili perchè situati in luoghi dove accade di tutto, dallo spaccio alla prostituzione, gravati da debiti pregressi e bisognosi di costose manutenzioni straordinarie per ricondurli ad un minimo di decoro?

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Per essere buoni possiamo dire di essere in presenza di illusioni. Più sinceramente vorremmo esclamare: favole, favole, favole.

Riuscirà il patrimonio pubblico ad uscire dal coma? Povera Roma, povero Lazio, povera politica abitativa.

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