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Una sanatoria richiesta dieci anni fa, ancora senza risposta.

Percorso ad ostacoli di un cittadino che nel 2007 ha richiesto la sanatoria per le case popolari, è ancora in attesa di notizie e, secondo Ater Roma, deve pagare ancora il canone sanatorio.

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Il comune di Roma e l’Ater si sono accorti che siamo nell’aprile 2016!!!!!!!! Che sono passati quasi dieci anni dall’entrata in vigore della sanatoria??????

Il signor P……., nel 2007 ha fatto domanda di sanatoria, in seguito al provvedimento di regolarizzazione degli occupanti abusivi emesso dalla Regione Lazio.

Il signor P……. nel 2016 è ancora in attesa di una risposta, mentre l’Ater continua a chiedere il pagamento del canone sanzionatorio, che, proprio perché sanzionatorio, è molto più alto di quanto il nostro associato dovrebbe pagare rispetto al suo reddito.

Il 24 febbraio 2016 al signor P……. arriva una richiesta di pagamento di una supposta morosità per € 8.150,40 da parte di Ater. La morosità nasce dalla richiesta del canone sanzionatorio, perché la domanda di sanatoria fatta nove anni fa circa, giace non si sa dove.

Ancora una volta si rimane sbalorditi dalla leggerezza con la quale Ater si muove.

Infatti ribadiamo che il signor P……., da anni, per la precisione dal 2007, ha fatto domanda di sanatoria, senza mai ottenere una risposta e da anni chiede che Ater affronti il problema, anche verificando lo stato delle cose presso il Comune di Roma e ridefinisca completamente la situazione.

Il signor  P……. vuole pagare quanto dovuto, non di più e non di meno.

Se la sanatoria è stata accettata si calcoli quanto dovuto, si calcoli quanto ha pagato, si applichi il canone corretto e si verifichi se vi sono delle morosità

Se la sanatoria non è stata accettata si dia una risposta chiara e motivata.

In presenza di un contenzioso abbondantemente sottolineato, non si possono richiedere supposti arretrati senza fare un esatto conto del dare-avere tra Ater ed abitante del patrimonio e senza dare risposte a domande inevase da un decennio.

Il patrimonio Ater non si risana continuando ad agire per compartimenti stagni, e permettendo che nelle zone le pratiche giacciano per anni inevase, senza problemi.

Non è con queste modalità che Ater riacquista credibilità ed autorevolezza, non è con questa modalità che si ripristina la legalità nelle case popolari.

In merito alla vostra  richiesta di presunta morosità  fatta pervenire al signor P……. (cod.imm. 5256****08  cod. ut. 1***05) è obbligo comunicarvi quanto segue:

  • Per quanto riguarda la formulazione della richiesta vi inviamo il modulo accluso che ne contesta il metodo (all. a).
  • Per quanto riguarda la situazione sostanziale del signor P……., da anni stiamo chiedendo che la situazione del nostro associato sia regolarizzata in via definitiva.

Il signor Pugliese abita in questo alloggio dal 1988, come da storico anagrafico allegato, insieme ai genitori. Ad un certo momento sembra che Ater abbia verificato che la mamma del signor Pugliese avesse perso il titolo di assegnatario, coinvolgendo anche il figlio in questa vicenda.

Preso atto di ciò il signor P……. ha fatto domanda di sanatoria (domanda n. RLRM580910****/A)

Successivamente riceve una vostra lettera, che non ritroviamo (sono passati otto anni) alla quale rispondiamo con lettera che accludiamo (all.2).

Il signor P……. continua a ricevere il canone sanzionatorio, nonostante siano stati fatti alcuni tentativi di risolvere la situazione nella zona di piazza navigatori.

Il signor P……. che ha un reddito annuale di circa 21.500 euro annui ha difficoltà a sostenere il canone sanzionatorio, che a circa otto anni dalla sanatoria gli viene tuttora richiesto, e da circa otto anni paga due canoni su tre.

A circa dieci anni dalla nascita del contenzioso (francamente un tempo del tutto indecoroso) vi chiediamo di aprire la pratica e risolverla definitivamente.

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